I problemi clinici a cui viene in genere applicato l'EMDR dagli
psicoterapeuti specializzati in EMDR sono: ansia, attacchi di panico,
traumi infantili e traumi in età adulta, abuso sessuale, disturbi
ossessivi e alimentari.
La terapia EMDR è
nata inizialmente per il trattamento dei traumi, sia nei bambini che
negli adulti: incidenti stradali, calamità naturali, atti terroristici,
aggressioni, stupri, abusi infantili, lutti improvvisi. Nasce inoltre
come trattamento di accellenza per la cura dello stress e dell'ansia.
Negli
ultimi vent'anni l’EMDR si è affermata come trattamento non solo per
il disturbo post traumatico da stress, dove sono stati evidenziati i
suoi effetti positivi sul funzionamento del Sistema Nervoso Centrale,
ma anche per altri disturbi, originati dallo stress, che si trasformano
in disturbi fisici (batticuore, tremito, stato di eccitazione
nervosa, mal di testa, disturbi alimentari, disturbi dell’apparato
genitale, ecc).
Gli obiettivi terapeutici
vengono raggiunti rapidamente, con cambiamenti visibili che si
mantengono nel tempo. In particolare nei casi di traumi l'EMDR riduce
molto velocemente i sintomi intrusivi più dolorosi e faticosi da
sopportare per la persona, come per esempio il terrore di guidare dopo
un grave incidente d'auto.
EMDR è un
acronimo per Eye Movement Desensitization and Reprocessing
(Desensibilizzazione e Rielaborazione attraverso i Movimenti Oculari).
E’ una metodologia completa che utilizza i movimenti oculari o altre
forme di stimolazione ritmica destro/sinistra per trattare disturbi
legati direttamente a esperienze passate e a disagi presenti. La
stimolazione fisiologica sembra attivare il sistema innato di
elaborazione dell’informazione e sembra altresì legato ai meccanismi
inerenti l’immagazzinamento della memoria.
Il
metodo EMDR può accelerare il trattamento di molte patologie e dei
problemi di autostima legati ad eventi traumatici passati e a presenti
condizioni di vita. Ci sono più studi controllati sull’EMDR che su
qualsiasi altro metodo usato per il trattamento del trauma. EMDR è
usato fondamentalmente per accedere, neutralizzare e portare a una
risoluzione adattiva i ricordi di esperienze traumatiche che stanno
alla base di disturbi psicologici attuali del paziente.
Dopo
le varie fasi di una seduta di EMDR, i ricordi disturbanti precedenti
hanno un’alterazione. L’immagine cambia nei contenuti e nel modo in
cui si presenta, i pensieri intrusivi in genere si attutiscono o
spariscono, le cognizioni del paziente diventano più adattive dal punto
di vista terapeutico e le emozioni e sensazioni fisiche si riducono in
intensità. Si sente che veramente il ricordo della esperienza
traumatica fa parte del passato. Altri effetti positivi sono molto
comuni, come un miglioramento nella prestazione, nell’atteggiamento,
nello stato dell’umore e l’auto valutazione.
Uno
degli studi più rigorosi dal punto di vista scientifico (Wilson,
Bechker, Tinker) pubblicato nel Journal of Consulting and Clinical
Psychology (1995, Vol. 63, N° 6, 928-937) ha analizzato 80 soggetti che
presentavano disturbi derivanti da un’ampia gamma di traumi (abuso
fisico e psicologico, morte di una persona cara, violenza e molestie
sessuali, malattie, fobie e trauma da combattimento). Sono stati
assegnati in modo random al gruppo che riceveva il trattamento EMDR o al
gruppo di controllo. L’efficacia dell’EMDR è stata dimostrata in tutti
i tipi di trauma, sia per quelli con Disturbo Post Traumatico da
Stress (il 46%) che per quelli che non avevano tutti i requisiti per
questa categoria diagnostica. Gli effetti sono stati mantenuti nel
follow up a 90 giorni.
Incidenti,
catastrofi ed altre esperienze traumatiche hanno il potere di
sconvolgere la mente dei sopravvissuti, producendo sintomi psicologici,
psichiatrici e fisici specifici che compromettono gravemente la
capacità di avere relazioni sociali soddisfacenti, di lavorare, di
vivere. Queste persone, anche dopo che è trascorso molto tempo
dall’evento traumatico, mantengono una sindrome di tipo post traumatico
che può permanere anche a distanza di anni. La sindrome post traumatica
produce i seguenti effetti che non erano presenti prima del trauma:
allucinazioni, insonnia, incubi , attacchi di panico, ansia,
iper-vigilanza, batticuore, tremito, stato di eccitazione nervosa,
momenti dissociativi, disturbi alimentari, sensazioni di estraniamento
dal mondo e depressione.La possibilità che si instauri il disturbo è
legata alla gravità dell’evento, al fatto di viverlo come evento
minaccioso per la vita, associato a paura di morte o di perdita della
propria integrità fisica, alla sensazione di assoluta impotenza vittima,
all’accoglienza che la vittima riceve dalle altre persone.
Mente e corpo nella cura dello stress
Sovente,
persone che soffrono per lo stress, l’ansia o gli attacchi di panico
sono più propense a cercare un aiuto nella medicina e solo dopo diversi
riscontri dai medici, e magari alcuni tentativi di ricovero
ospedaliero, si rassegnano a malincuore a recarsi dallo psicologo. E’
difficile pensare che la mente in qualche modo soffra e mandi dei
segnali che producono effetti fisici quali il batticuore, capogiri, mal
di stomaco o di pancia, senso di allarme diffuso.
Eppure
gli scienziati e i ricercatori che si occupano di neuroscienze ci
hanno mostrato, in questo ultimo decennio, la stretta e continua
interdipendenza tra attività psichica e reazioni fisiologiche. Nessuno
oggi crede più che la mente e il corpo siano entità separate, che
l’essere umano sia costituito da parti autonome tra loro; al contrario è
visto come un insieme, corpo e cervello, che si sviluppa integrando i
segnali di ogni sua parte assieme a quelli provenienti dall’esterno.
Le
neuroscienze hanno spiegato anche che i sistemi nervoso, endocrino ed
immunitario costituiscono un sistema di monitoraggio dell’intero
organismo, volto a garantirne la regolazione e ad assicurarne
l’equilibrio e l’adattamento all’esterno.
L’emisfero
destro del cervello, preposto a permettere e consolidare
l’attaccamento, regola gli stati corporei ed affettivi, elabora le
informazioni socio-emotive, e controlla le funzioni vitali
indispensabili alla sopravvivenza che consentono all’organismo di
affrontare lo stress. Gli stressor più gravi sono le relazioni
interpersonali disfunzionali e traumatiche ( soprattutto quelle vissute
nell’infanzia), le esperienze dolorose, le separazioni, i lutti; oltre
a questi, dobbiamo tener presente che tutti gli eventi nuovi sono,
per la mente, fattori stressanti. La capacità di tollerare le novità e
di affrontare il dolore mantenendo una regolazione dell’emotività è
strettamente legata al funzionamento dell’emisfero destro del cervello.
Questo si struttura durante i primi anni di vita del bambino nella
relazione di attaccamento soprattutto con la figura materna (o con la
persona che si occupa particolarmente di lui) relazione che influenza
positivamente o negativamente la maturazione della struttura cerebrale
e, quindi, lo sviluppo psicologico del bambino. In ogni individuo,
dalla fase intrauterina, ai primi anni di vita, fino agli eventi e
alle relazioni significative successivi, mente, corpo e contesto
interagiscono nella strutturazione dell’organismo.
Come si determina il ruolo condizionante e de-strutturante delle situazioni e degli eventi che provocano gravi stress?
Il
sistema nervoso del bambino modula, attraverso processi emotivi e
chimici, la regolazione dell’organismo, per garantirne l’adattamento
all’ambiente in cui vive e quando vi è un eccesso di stimolazioni o al
contrario una carenza di stimoli si produce lo stress. Certi segnali
(interni ed esterni) vengono trasformati in informazioni particolari per
quell’ individuo. Divenuto adulto, quel soggetto può non riuscire a
gestire certe esperienze, che per un’altra persona possono essere
sopportabili o normali, mentre lui diventano particolarmente stressanti,
e impedirgli quindi di attivare quella “auto- regolazione” interna,
che sola può garantire di affrontare con serenità le esperienze nuove,
difficili, dolorose. Quando lo stress in relazione a fattori
soggettivi ed esterni è troppo alto, diventa un carico ed un
sovraccarico psicologico e fisiologico che può innescare una catena di
successive alterazioni nel funzionamento dell’organismo. Il
sovraccarico psicologico dovuto allo stress può produrre sregolazioni
emozionali e disturbi di ansia, con successivi rischi per la salute.
Perché l’EMDR funziona nella cura dello stress?
In
questi anni l’EMDR si è affermata non solo per il trattamento del
disturbo post traumatico da stress, dove sono stati evidenziati i suoi
effetti positivi sul funzionamento del Sistema Nervoso Centrale, ma
anche per altri disturbi, originati dallo stress, che si trasformano in
disturbi fisici (batticuore, tremito, stato di eccitazione nervosa,
mal di testa, disturbi alimentari, disturbi dell’apparato genitale,
ecc).
L’EMDR lavorando sulla stimolazione
di entrambi gli emisferi cerebrali, ed utilizzando come punto di
partenza per il lavoro terapeutico non soltanto i pensieri e le
emozioni ma l’esperienza intera,anche negli aspetti: fisiologici e
sensoriali, facilita questo legame tra mente e corpo. Questa terapia,
infatti, offre la possibilità di mettere in rete (sia in senso
fisiologico che psicologico: creando insieme sia una rete di
sensazioni che una rete di significati), e di intervenire sui pensieri e
sui vissuti ma anche sulle sensazioni fisiche correlate: lo
psicoterapeuta chiede sempre al paziente “dove sente il disturbo nel
suo corpo?”.
Le ricerche scientifiche
compiute in questo campo rivelano che , oltre agli effetti benefici e
rilassanti sul Sistema Nervoso Centrale, l’EMDR è efficace nella cura
dello stress e dei disturbi di ansia e di attacchi di panico proprio
perché, durante la rielaborazione degli eventi e delle situazioni
stressanti, produce una re-integrazione di tutti gli aspetti
psicobiologici correlati per giungere ad una ristrutturazione
dell’informazione.
La psicoterapia condotta con l’Emdr parte dai seguenti assunti di base:
1. Pensieri, emozioni e reazioni fisiologiche sono correlati tra loro
2.
La relazione tra questi elementi incide sulla salute fisica, sul
funzionamento del sistema nervoso, sui processi mnemonici, sui
comportamenti e sul modo di relazionarsi dell’individuo
3.
Reintegrare queste connessioni aiuta la persona a costruire un
significato del proprio disturbo d’ansia e quindi ne consente la
guarigione. Ricuperare una integrazione mente-corpo perduta è un punto
di forza notevole per l’EMDR, poiché il trattamento modifica i
parametri fisiologici riducendo nel tempo l’iperattivazione da stress, e
arriva ad attenuare e ad eliminare i sintomi fisiologici prodotti
dallo stress.
Può servire un trattamento di psicoterapia immediatamente successivo all’evento traumatico?
De
Jongh, direttore del Center of Psychotherapy and Psychotrauma a
Bilthoven (Olanda) e del D.O.E.N., organizzazione che si occupa del
trattamento del trauma, propone l'utilizzo dell'EMDR, Eye Movement
Desensitization and Reprocessing, nella fase acuta dello stress, quella
immediatamente successiva al trauma, possa ridurre le possibilità di
sviluppare un disturbo post traumatico da stress Diversi studi hanno
mostrato che il supporto offerto alle persone durante le immediate
conseguenze di un incidente traumatico raramente le protegge dallo
sviluppo di stress post-traumatico. Dall'altro lato, l'esperienza
clinica suggerisce che attraverso un utilizzo appropriato dell'EMDR,
avviene, quasi spontaneamente, un'integrazione delle percezioni degli
input sensoriali e delle componenti cognitive dell'esperienza.
Il
servizio fornito dal D.O.E.N., aiuta i sopravvissuti a incidenti e
catastrofi a gestire lo stress causato da incidenti critici, e utilizza
l'EMDR con persone che, nel periodo immediatamente successivo al
trauma, hanno sviluppato gravi sintomi e per questo necessitano di un
trattamento di "primo aiuto". Solitamente si inizia ad usare l'EMDR
quando non ci sono segni di cambiamento o ripresa alcuna entro le prime
due settimane. Alcune ricerche cliniche hanno documentato l'efficacia
di un utilizzo rapido dell’EMDR con persone coinvolte nell'attacco
terroristico dell'11 settembre.
ll background neurofisiologico dell'EMDR
E’
noto che i due emisferi cerebrali hanno delle funzioni diverse e
complementari a livello psicologico: quello sinistro, che controlla la
parte destra del nostro corpo, ha un punto di vista più positivo, più
analitico, permette di guardare avanti e di progettare. L’emisfero
destro tende ad essere più olistico, ed è sempre in uno stato di
all’erta per l’individuazione di pericoli. Quindi, la stimolazione in
modo alternata dei 2 lati, che avviene durante l’EMDR potrebbe stimolare
simultaneamente la rete positiva del sinistro mentre vengono evocati i
contenuti negativi ed ansiogeni del destro. La memoria normale
permette letteralmente di ri-cordare, cioè permette di ri-assemblare le
informazioni immagazzinate in indizi situazionali. Un ricordo
traumatico invece, è immagazzinato in modo diverso. Infatti, tutte le
immagini, suoni e sensazioni legate al momento originale sono
immagazzinate nello stesso modo in cui sono state sperimentate ed è per
questo che alcune vengono costantemente ri-sperimentate a livello
psicologico.
Gli eventi traumatici
incidono sull’equilibrio, causando un cambiamento patologico negli
elementi neuronali, che mantengono così gli eventi nella loro forma
ansiogena originale (Pavlov, 1927). Il fatto che rimangano nella
memoria attiva, genera tra le altre cose i pensieri intrusivi,
flashbacks e incubi. Shapiro afferma che i movimenti oculari saccadici
e ritmici usati con l’immagine traumatica e con le convinzioni dal
punto di vista cognitivo ad essa legati restaurano l’equilibrio
neuronale, modificando la patologia della rete neuronale e permettendo
di proseguire l’elaborazione dell’informazione fino alla risoluzione. A
questo punto si possono veramente aiutare i pazienti ad acquisire e
processare nuove informazioni per aumentare il funzionamento adattivo e
i nuovi apprendimenti possono avere luogo più facilmente.
L’elaborazione
dell’informazione consiste nella comunicazione attiva o condivisione
di informazioni tra le reti neuronali. La mancanza di elaborazione è
l’incapacità delle reti informative di comunicare tra di loro. Questo
fenomeno è strettamente legato al disagio psicologico, ai disturbi
comportamentali, cognitivi, dell’affettività e alle relative conseguenze
sull’adattamento.
Le patologie basate
sull’apprendimento sono il risultato di informazioni che vengono
mantenute nel sistema nervoso in modo non funzionale dovuto ad una
elaborazione incompleta. In modo specifico, durante le sedute di EMDR
le informazioni disturbanti e non adattive (emotività negativa,
pensieri irrazionali e immagini intrusive), in genere definite come
parte della psicopatologia, vengono risolte e gli eventi traumatici
possono essere integrati in modo positivo, con la stessa velocità con
cui questi elementi erano stati acquisiti. Questo è molto diverso dalle
aspettative terapeutiche dei modelli tradizionali di psicoterapia. In
realtà permette al cervello di guarire i suoi problemi psicologici alla
stessa velocità che il resto del corpo guarisce dai problemi fisici.
L’EMDR promette di essere la terapia del futuro.
La ricerca scientifica sull’EMDR
Attualmente
esiste molta evidenza empirica scaturita dalla ricerca condotta con
gruppi di controllo, che supportano la validità di questo metodo e nuovo
approccio terapeutico.
14 studi
controllati hanno rivelato l’efficacia dell’EMDR, facendo di lui il
metodo che ha avuto più accurata ricerca scientifica di tutti quelli
fatti nel campo del trauma. I 5 studi più recenti con soggetti che
avevano subito violenza sessuale, combattimento in guerra, perdita di
una persona cara, incidenti e disastri naturali hanno concluso che il
84-90% di loro con manifestavano più sintomi di stress legati a questo
evento dopo soltanto 3 sedute di Eye Movement Desensitization and
Reprocessing. Uno studio recente finanziato dalla fondazione Kaiser
Permanente ha rivelato che l’EMDR, se paragonato ai trattamenti più
tradizionali è 2 volte più efficace nella metà del tempo. Nel 1995 il
Dipartimento 12 - Psicologia Clinica dell’American Psychological
Association ha iniziato un progetto per definire fino a che grado
questo metodo terapeutico era supportato da evidenze empiriche solide.
I risultati di questo studio hanno rivelato che l’EMDR è efficace nel
trattamento del disturbo Post Traumatico da Stress e che ha un indice
di efficacia più alto di altri trattamenti.
Chi fa la terapia EMDR e quanto costa
In
Synergia Centro Trauma la terapia EMDR è utilizzata dagli psicologi e
psicoterapeuti specializzati nell'EMDR. Il costo è quello delle normali
sedute di psicoterapia, che varia da un minino di 70 € a un massimo di
100 €.
I dati sull'EMDR sopra riportati
provengono dal sito dell'EMDR Italia, dove peraltro è possibile trovare
l'elenco di tutti i terapeuti che in Italia sono iscritti
all'associazione EMDR Italia e dati e luoghi dei corsi di formazione
per psicologi che vogliono formarsi per questo tipo di psicoterapia.
Come l’EMDR viene usato nella cura del trauma
Negli
ultimi 15 anni moltissime ricerche in ambito clinico hanno attestato la
validità dell'EMDR nella cura e nella risoluzione del disturbo post
traumatico da stress, in una grande varietà di situazioni traumatiche,
benché il meccanismo esatto del suo funzionamento sia tuttora oggetto di
studio.
L’ Emdr viene utilizzato soprattutto per
elaborare le esperienze traumatiche o molto stressanti, poiché potenzia
le capacità normali della mente di rielaborare i ricordi negativi. Il
terapeuta aiuta il paziente individuare una "cognizione positiva",
consistente nel pensiero che il paziente vorrebbe pensare di sè mentre
accede al trauma (per esempio "Ora sono al sicuro" oppure "Non è stata
colpa mia"). Lo psicoterapeuta, nel corso di una seduta svolta con
l’Emdr ha un ruolo di facilitatore e lascia il paziente libero di
seguire la sua strada emotiva e cognitiva che permette di associare ai
ricordi, le sensazioni e le emozioni disturbanti, fino ad arrivare ad
una lettura integrata dell’esperienza.
Non sempre la
persona riesce da sola a trovare una via di uscita dalle emozioni e
concezioni negative: il terapeuta in questi casi interviene con propri
pensieri, punti di vista sull’oggetto dell’analisi per aiutare la
persona a risolvere la sua difficoltà e accelerare il processo di cura.
L’ Emdr nella cura del Disturbo Post-Traumatico da Stress
Dopo
aver svolto l'anamnesi, cioè il racconto delle fasi salienti della
vita della persona, il terapeuta valuta se si può iniziare il
trattamento senza ritraumatizzare il paziente, diversamente lo aiuta a
pervenire ad una condizione di sicurezza psicofisiologica, anche usando
tecniche di rilassamento, yoga o identificando un luogo sicuro e
rasserenante.
La raccolta dei dati
attinenti all’esperienza traumatica è un momento importantissimo della
psicoterapia, volto a evidenziare gli aspetti cognitivi, emotivi,
sensoriali del trauma, con una particolare attenzione rivolta alle
sensazioni fisiche. Un accesso complessivo (mente e corpo) alla memoria
traumatica massimizza la probabilità che abbia effetto l'intervento
terapeutico successivo.
La ricerca ha evidenziato come
gli effetti psicobiologici dello stress estremo e del trauma vanno
inquadrati nell’ambito delle interazioni mente-corpo e della
regolazione allo statica del sistema nervoso.
L’efficacia
dell’EMDR nella cura del disturbo post traumatico da stress è dovuta
in particolare alla sua caratteristica di ricercare ed utilizzare come
punto di partenza per il lavoro terapeutico non soltanto i pensieri e
le emozioni ma l’esperienza intera,anche negli aspetti fisiologici e
relazionali. Pertanto l’elaborazione dell’informazione (e delle
conseguenze) legata ad eventi e situazioni. Stressanti e traumatici
passa attraverso una re-integrazione di tutti gli aspetti
psicobiologici correlati per giungere ad una ristrutturazione. Questo è
un punto di forza notevole per l’EMDR. Questa terapia, infatti, mette
in rete (sia in senso biologico che psicologico, svelando sia una “rete
di sensazioni” che una “rete di significati”), e di intervenire
(ricreando e modulando una processualità) non solo la cognizione e
l’emozione ma anche le sensazioni fisiche correlate ( Il terapeuta
chiede sempre al paziente “dove sente il disturbo nel suo corpo?”).
Questa “rete” viene mantenuta attiva, monitorata e “lavorata” durante
tutto il trattamento, sino alla significativa “scansione corporea”.
Durante
il processo di rielaborazione il terapeuta si ferma periodicamente,
quando percepisce che sia terminato un passaggio del lavoro oppure se
il paziente appare essere in stallo, e lo invita a verbalizzare le
sensazioni, emozioni o le connessioni ad altri ricordi. In questo modo
il terapeuta riconosce la direzione della rielaborazione in atto e
consente la ripresa del processo.
Sovente i pazienti
affetti dal disturbo post traumatico da stress tendono a dissociarsi e a
perdersi nei ricordi terrorizzanti del loro passato, ricreando il
trauma pregresso all’interno della psicoterapia. Per riuscire a
prevenire ciò, il terapeuta deve mantenersi verbalmente in contatto con
il paziente commentando quanto egli vede o sente e ricordandogli che
quegli avvenimenti appartengono al passato o aiutandolo a ritornare con
la mente nel suo luogo sicuro.
Al termine
di ogni incontro, il terapeuta aiuta il paziente a tranquillizzarsi
riportando l’attenzione nel proprio luogo sicuro, anche per evitare che
il paziente rimanga da solo con ricordi traumatici o stressanti non
ancora elaborati.
L’inizio di ogni
incontro prevede un momento di riflessione comune sia sulla eventuale
comparsa di pensieri, emozioni, sensazioni, ricordi, sogni, connessi
alla rielaborazione del trauma, sia sull'opportunità di proseguire il
lavoro sul tema dell’incontro precedente.
Il
lavoro sul trauma che si compie con l’Emdr non è mai solo un lavoro
sui ricordi del passato, ma li intreccia inevitabilmente con il
riconoscimento delle situazioni presenti che innescano tali ricordi e
sulle situazioni future che potrebbero riattivare i comportamenti
disfunzionali connessi alle originarie esperienze traumatiche, in
pratica è un lavoro sulla rete mnestica, che connette il passato al
presente ed al futuro.
Curare i bambini traumatizzati con l’Emdr
Bambini
che soffrono sul piano emotivo, che hanno comportamenti patologici e
inspiegabili, che si ammalano continuamente possono aver vissuto una o
più esperienze traumatiche come un incidente, un evento catastrofico o
spaventoso (incendio, terremoto, alluvione) o essere stati vittime di
bullismo, di aggressione, di abuso fisico o sessuale. La mente non
riesce il più delle volte a registrare in modo chiaro e corretto tali
eventi, che continuano a generare disagio e malessere emotivo in chi li
ha vissuti.Mentre nelle normali esperienze di vita il cervello
registra i fatti avvenuti, i pensieri e le esperienze emotive
correlate, e quindi fornisce un significato a ciò che si è vissuto,
questo meccanismo naturale di inceppa quando si vive una esperienza
traumatica. La paura intensa, il senso di pericolo e di impotenza ad
affrontarlo generano nella mente uno stato di allarme che impediscono la
trasformazione dell’evento traumatico in ricordo: la persona rimane in
qualche modo “legata” al trauma, come se in parte continuasse a vivere
nel passato terrorizzante. Il bambino continua, durante la sua vita, a
rivivere questi momenti traumatici, le immagini, i suoni, gli odori,
le sensazioni negative e ne è turbato con la stessa intensità di quando
i fatti sono avvenuti.
E’ noto che i
traumi nel bambino e nell’adolescente sono un fattore negativo nello
sviluppo psicosociale e nella loro qualità della vita. Esiste
un’altissima possibilità che i bambini esposti a stress estremi come
quelli di catastrofi naturali o incidenti violenti sviluppino la
sintomatologia propria del trauma (disturbi del sonno, sentimento di
colpa, regressione, paura, provocazione di reazioni non funzionali dei
genitori, ecc) e hanno difficoltà a riprendersi, a meno che ci sia
un’assistenza specialistica. E’ consigliabile trattare i bambini
traumatizzati nello stadio iniziale, quando i sintomi sono molto forti e
non hanno ancora inciso sulla personalità.
Le
ricerche condotte con questa popolazione hanno dimostrato che l’EMDR è
rapido ed efficace. Negli USA l’EMDR è applicato in modo molto diffuso
dagli psicologi dell’età evolutiva e non solo hanno riportato buoni
risultati ma anche effetti negativi minimi. Ciò nonostante,
l’applicazione con i bambini deve essere fatta nello stesso modo di
qualsiasi altra terapia, cioè con buon giudizio clinico e tenendo
presente tutti gli altri fattori come le condizioni di vita del
bambino, la pressione familiare, il contesto scolastico, la motivazione
del bambino, ecc. Quindi alcuni aspetti dell’utilizzo dell’EMDR con i
bambini sono tipici di qualsiasi terapia con questa popolazione e
cioè:
il bisogno della collaborazione e del supporto dei
genitori, il problema di motivare il bambino che non ha richiesto in
prima persona la psicoterapia e la tendenza a perdere l’interesse a
parlare di certe questioni, a non mantenere l’attenzione focalizzata su
un argomento, ecc. Ci sono delle innovazioni legate all’EMDR nella
gestione di queste difficoltà e molti terapeuti integrano in modo
creativo l‘EMDR con altre modalità che usano normalmente. Infatti, il
lavoro con i bambini è più concreto e basato sulle immagini e meno
focalizzato sugli aspetti cognitivi, emotivi o sulle sensazioni. In
generale si introducono degli elementi di gioco e il terapeuta deve
applicare la procedura in modo flessibile e utilizzando tutta la sua
competenza clinica e le sue risorse professionali.
L’EMDR
offre un valido aiuto nella psicoterapia non solo per aiutare il
bambino a calmarsi e a regolare meglio la sua emotività, quindi per
ridurre la sua sofferenza attuale, ma anche per ridurne l'impatto e le
conseguenze nella strutturazione delle sua identità.
QUALI RISORSE POSSONO ESSERE INSTALLATE IN UNA PERSONA?
Quando
una persona si reca in psicoterapia il più delle volte si sente
bloccata e inadeguata a reagire ad una difficoltà, oppure ha disturbi
di ansia, attacchi di panico, depressione, lamenta che la sofferenza
dovuta ai suoi problemi le impedisce di vivere bene. Il primo passo
verso la guarigione è l’individuazione delle qualità e le risorse che
ognuno ha, sovente rese invisibili da scarsa autostima o da convinzioni
errate.Il tema della “installazione delle risorse” è insito alla
struttura dell’Emdr, che aiuta la persona a riconoscere, per ogni
convinzione negativa, una positiva, che in qualche modo rappresenta una
via d’uscita dalla sofferenza. L’ installazione precede l’elaborazione
del trauma, o all’interno di una psicoterapia per altri problemi, come
supporto della personalità. Come si procede? Dopo che la diagnosi è
stata formulata e condivisa, e vengono individuate le difficoltà
correlate, lo psicoterapeuta richiama uno o più ricordi positivi,
riconnettendoli alla memoria con ancoraggi verbali o somatici. Questo
aiuta la persona a percepirsi come portatrice di risorse, oltre che di
difficoltà, ad usarle nella vita quotidiana e ad immaginarle nella
vita futura. Sovente le persone sanno riconoscere al proprio interno
alcune risorse, e attraverso una indagine riescono ad individuarle:
possono essere capacità possedute nel passato, momenti nei quali si è
sentita all’altezza delle situazioni, che vengono richiamate alla mente
e rafforzate attraverso la stimolazione bilaterale. Altre sono risorse
che la persona può immaginare nel futuro,definito come un punto di
arrivo a cui puntare, che funziona per orientare l’azione
presente.Infine vi sono le risorse costituite dalle persone che ci
circondano e ci possono aiutare, con l’ascolto e un sostegno emotivo, a
superare momenti difficili e le risorse spirituali fornite
dall’appartenere ad una fede religiosa o da convinzioni sociali, etiche,
filosofiche. Le risorse sono alla base di strategie che ci permettono
di tranquillizzarci e di gestire pensieri, emozioni e sensazioni
fisiche disturbanti.Una esperienza molto positiva è quella di aiutare
la persona a rivivere una scena del passato in un modo diverso, più
evoluto, compiendo in qualche modo nell’immaginario un’esperienza
correttiva che conclude positivamente un avvenimento penoso o negativo.
Ad esempio, evocare una scena in cui la persona si sente appoggiata e
compresa dopo un evento traumatico.Un altro modo di migliorare la
percezione delle risorse personali e della loro potenza curativa
consiste nel localizzarle all’interno del proprio corpo o in un oggetto
transizionale oppure in una metafora che simbolizza aspetti di
sicurezza, stabilità, progettualità positiva. Per ognuno di questi
esempi, si può dire che la capacità dello psicoterapeuta di installare
le risorse è sempre legata alla sua creatività e alla conoscenza intima
della persona da curare.

Copyright © Dott.ssa Donatella Ghisu