SPORTELLO DI ASCOLTO PSICOLOGICO GRATUITO

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SPORTELLO DI ASCOLTO PSICOLOGICO GRATUITO: Ascolto telefonico e telematico per prevenire/sostenere disagi psicologici Inoltre: prima consultazione in sede gratuita Mail: donatella.ghisu@yahoo.it /telefono: 392 5543431

D.ssa Donatella Ghisu

Psicologa, Counsellor Psicologico e Socio-educativo, Anali Transazionale, Specialista in Psicoterapia Breve Strategica, Psicopedagogista, Specialista in: Disturbi alcol correlati, Chil Abuse, Psicologia forense, Disturbi dell'Apprendimento e del Comportamento, Trainer EMDR. Mi occupo di coppie, adolescenti ed adulti a livello individuale e di gruppo. Sostegno alla genitorialità, agli insegnanti nonché alle aziende pubbliche e private.

mercoledì 29 giugno 2011

L'Analisi Transazionale nella scuola



L'Analisi Transazionale può senz'altro accrescere l'efficacia in quasi tutte le imprese umane nelle quali le persone siano in interazione con altre persone.
L'AT è utilizzata in una grande varità di setting educativi e organizzativi. Ciascuno di essi ha le proprie caratteristiche ed esigenze.
La teoria fondamentale dell'AT è la stessa per il lavoro educativo e organizzazionale (EO) che per le applicazioni cliniche. Ma vi sono delle differenze di acentuazione e di tecniche. 
Nel lavoro clinico il contratto è di solito bilaterale, perché è negoziato tra terapeuta e paziente. All'opposto i contratti nei setting EO sono il più delle volte trilaterali. Il contratto d'affari sarà negoziato tra il terapeuta e l'ente a favore di altri membri di questo ente. Per esempio, un'azienda può assumere un fromatore di AT per lavorare coi suoi dipendenti. Il contratto di trattamento probabilmente sarà anch'esso almeno in parte negoziato tra il terapeuta e l'ente, più che coi singoli o i gruppi coi quali egli lavorerà effettivamente.
Questo implica che tutte le parti devono essere particolarmente attente a mantenere chiare e nette procedure contrattuali per evitare dei giochi a tre. Per esempio un'azienda può assegnare dei dipendenti a un corso di formazione in AT anche se questi non hanno nessuna motivazione iniziale a seguirlo. A meno che il punto di partenza sia reso esplicito nellke trattative di contratto tra l'azienda, il terapeuta e i membri del gruppo, ci sono immediate possibilità che tutte e tre le parti assumano dei ruoli del triangolo drammatico con successivi passaggi e giochi.
Nel lavoro con le EO il terapeuta fugne da facilitatore, da addestratore o allenatore pià che da terapeuta.  Il più delle volte inviterà i membri del gruppo ad affrontare ciò che sta avvenendo a livello sociale più che a livello psicologico.
Nel lavoro con le EO, dunque, il terapeuta si incentrerà il più delle volte su come la persona o il gruppo possono risolvere nel modo più efficace dei problemi pensando e agendo nel presente piuttosto che esplorando quale problema del passato debba risolvere una persona. 

L'autonomia implica chiarezza di pensiero ed efficacia nel risolvere i problemi. L'educatore mira ad aiutare i propri studenti a sviluppare queste capacità. Pertanto l'autonomia è un obiettivo generale altrettanto importante nei setting educativi come nel lavoro clinico.
L'educatore di solito avrà modo di rapportarsi coi propri studenti su un periodo più lungo e in modo più personale di quanto sia possibile al terapeuta di organizzazioni. Per la natura stessa dei setting educativi è particolarmente probabile che gli studenti possano mettere il viso di qualcun altro su quello dell'insegnante e che questi a sua volta possa rispondere a queste riproposizioni del passato, assumendo un ruolo Genitoriale. Può evitare di farlo acquisendo una coscienza della teoria del copione e imparando il contenuto del proprio copione.
Le teorie dell'AT sullo sviluppo infantile possono guidare l'educatore ad affrontare efficacemente i giovani in svariate fasi dello sviluppo.

STATI DELL'IO

Il modello fondamentale degli stati dell'Io è chiaramente comprensibile ai bambini sin dall'età in cui cominciano ad andare a scuola. La semplicità di linguaggio dell'AT aiuta in questo. Esaminando il contributo e le motivazioni di tutti e tre gli stati dell'Io, gli studenti diventano più capaci di imparare con una chiara consapevolezza delle proprie intenzioni e desideri. Le esperienze d'apprendimento stesse sono, probabilmente, più efficaci se fanno appello a tutti e tre gli stati dell'Io. E' particolarmente importante rendersi conto che il Bambino Libero è la fonte della creatività e dell'energia nella personalità e va coinvolto nel processo di apprendimento.
Lo stesso educatore deve avere libero accesso a tutti e tre i propri stati dell'Io. Per gran parte del tempo egli esibirà una capacità di problem solving propria dell'Adulto. Spesso avrà bisogno di porre dei netti limiti a partire dal Genitore Normativo positivo e di prendersi cura degli altri a partire dal Genitore Affettivo positivo. Può entrare nel proprio Bambino per modellare la spontaneità, la capacità intuitiva e la gioia dell'apprendere.


TRANSAZIONI , CAREZZE, STRUTTURAZIONE del TEMPO

L'analisi delle transazioni è utile nel mantenere la cominicazione tra gli insegnanti e gli studenti chiara, produttiva e libera da programmi nascosti. L'impiego delle opzioni può aiutare sia gli insegnanti sia gli studenti a uscire dalle interazioni "bloccate" Genitore-Bambino.
Individuare ed evitare il comportamento Spinta può essere di grande aiuto nel chiarire la cominicazionie. C'è una grande differenza tra imparare qualcosa e cercare d'impararla. Chi tiene una lezione giunge più chiaramente agli altri quando si prende il tempo necessario invece di sbrigarsi. Gli studenti migliorano le loro tecniche di studio quando si accontentano di studiare abbastanza, invece di cercare di essere perfetti studiando tutto.
L'attenzione agli schemi delle carezze e della strutturazione del tempo è impoertante nella scuola in modo molto simile che nel lavoro con le organizzazioni. L'aula e la sala conferenze sono dei terreni di coltura di giochi e racketeering [1] particolarmente fertili. 
Gli studenti possono effettuare giochi quali "Lo Stupido", "Non Puoi Costringermi a" o "Fammi Qualcosa" (col suo potenziale passaggo a "Guarda Cosa mi hai Fatto Fare"). Gli insegnanti possono giocare a "Non è la Volontà che mi Manca", "Sto Solo Cercando di Aiutarti", "Perchè non..." o "Il Difetto". Una conoscenza dell'analisi dei giochi permette agli studenti e agli insegnanti di evitare questi scambi improduttivi e di passare all'attività d'insegnamento o di apprendimento.
L'impiego della stipulazione dei contratti aiuta gli educatori e i discenti a raggiungere un chiaro e manifesto accordo su cosa devono fare e sul modo migliore per ottenerlo.


AFFRONTARE LA PASSIVITA'

Nei setting educativi è particolarmente probabile che ci si aspetti una simbiosi. Questa aspettativa può persino essere manifesta in alcune culture nelle quali gli insegnanti sono tradizionalmente tenuti a impersonare il ruolo di Genitore e di Adulto mentre lo studente fa il Bambino. Gi attuali approcci all'educazione sono d'accordo con l'AT nel considerare questa una svalutazione delle capacità di entrambe le parti.
Una conoscenza dei concetti schiffiani aiuta gli insegnanti e gli studenti a rimanere fuori della simbiosi e a fare pieno impiego di tutti e tre gli stati dell'Io. Gli educatori possono imparare a riconoscere i quattro comportamnti passivi e ad affrontarli, invece di entrare nei giochi. Se il setting istituzionale lo rende possibile si possono costituire dei gruppi e delle classi di esercitazione che forniscano un ambiente reattivo nel quale insegnanti e studenti si assumano la reciproca responsabilità di promuovere chiarezza di pensiero e attiva risoluzione dei problemi.

venerdì 24 giugno 2011

Incidenti stradali e EMDR

Come sconfiggere la paura di rimettersi alla guida dopo un incidente stradale 

 A seguito di un incidente stradale possono emergere difficoltà legate al rimettersi alla guida. Tali difficoltà possono emergere nel periodo immediatamente successivo all’incidente ed essere facilmente attribuite all'evento stesso; oppure, possono emergere anche a distanza di mesi o anni magari sotto forma di attacchi di panico o ansia legata alla guida e difficilmente vengono ricollegati all'incidente avvenuto tempo prima. Anche i bambini possono essere vittime di traumi psicologici legati ad incidenti stradali, persino in età pre-verbale. Bambini che hanno subito incidenti stradali prima dei tre anni di età non ricordano l’evento (la memoria esplicita non si era ancora sviluppata), ma permane in loro una memoria implicita, ovvero non consapevole, e corporea di quanto è accaduto. Il malessere che provano quando salgono in macchina potrebbe essere legato a quell’incidente a cui nessuno aveva mai pensato in precedenza. In tutti questi casi rivolgersi ad uno psicologo con formazione EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing) può essere d’aiuto".
 Rimettersi alla guida, infatti, spesso fa paura perché si riattiva il ricordo del pericolo, e quindi c’è l’evitamento. Rimane bloccato il ricordo con la sensazione negativa e la persona fa fatica a guidare di nuovo per questo collegamento emotivo che fa. L’EMDR sblocca questo meccanismo e la persona non associa più la guida alla paura.

martedì 31 maggio 2011

Il processo evolutivo


La funzione genitoriale è quella di educare un bambino fino alla maturità e all’indipendenza, in modo che egli sia sano. E’ condizione necessaria alla realizzazione di questo compito la formazione di una smbiosi sana, seguita da una sua risoluzione che proceda gradualmente e a un passo proporzionato al funzionamento biologico e sociale del bambino e alle richieste dell’ambiente in cui il bambino vive.

GENITORIZZAZIONE
 
Sicuramente la prima responsabilità dei genitori è di proteggere i propri figli dalle minacce fisiche alla loro sopravvivenza e al loro sviluppo sano.
A un primo livello ciò significa controllare che essi abbiano cibo, calore e riparo. Poiché i bambini sono per un certo periodo di tempo incapaci di anticipare gli eventi futuri o di pianificare mete non immediate, i genitori assolvono queste funzioni in relazione a molti aspetti della salute fisica, quali la nutrizione, l’esercizio fisico, le cure mediche e dentistivhe. L’attività dei genitori in quest’ambito sarà incorporata nel Genitore del figlio sotto forma di messaggi del tipo “Prenditi cura di te stesso” o “Tu sei importante” e nel Bambino come apprendimento di abitudini.
Man mano che crescono i figli si assumono crescenti responsabilità per quelle funzioni che richiedono una pianificazione preliminare, e la realizzazione efficace di queste funzioni è un’indicazione che essi hanno della loro autonomia e della consapevolezza del loro valore.
Un’altra responsabilità genitoriale è la facilitazione del funzionamento sociale dei figli. Durante tutto il periodo della maturazione esistono delle mete identificabili di apprendimento socciale che sono le più coerenti con la maturazione biologica del bambino e con le richieste dell’ambiente sociale. Se queste mete non vengono raggiunte all’età prescritta, la successiva consapevolezza di questa mancanza e l’effettiva risoluzione o non risoluzione del problema, andranno probabilmente a scapito delle risorse di energie, delle mete evolutive di quel periodo e del senso di essere OK del bambino.
Gli stati dell’Io di un neonato si possono visualizzare come spazi vuoti. Tali spazi sono riempiti man mano che l’infante cresce, osserva e impara. I genitori influenzano in larga misura il tipo di messaggi, di definizioni e di idee che verranno incorporati in ogni stato dell’Io. E’ consigliabile che i genitori siano consapevoli delle mete che essi hanno rispetto ai propri figli e che le mete siano attentamente vagliate in vista dei requisiti di funzionamento sano in relazione sia alle richieste interne, sia a quelle esterne.
Una struttura genitoriale sensata e coerente è necessaria per fornire un’adeguata protezione, non solo per il benessere fisico del figlio, ma anche per stabilire un clima in cui il bambino possa crescere sano, verificare i propri limiti e arrivare a un massimo sviluppo di sponaneità e creatività. Devono esserci opportunità per l’intimità, e anche per la separazione, fiducia nella capacità di risolvere problemi e difucia nell’essere OK degli estranei e dell’ambiente sociale allargato.
Per ogni bambino è importante incorporare dei messaggi specifici:
1) – puoi risolvere i problemi;
2) – puoi pensare;
3) – puoi fare le cose.
In ogni stadio sono importanti le carezze.
I bambini hanno bisogno di carezze sia positive sia negative: alla fine del periodo di simbiosi la somma totale deve essere a favore di quelle positive, ma durante particolari periodi può essere appropriata una prevalenza delle negative.
E’ da sottolineare che anche in questi casi i bambini ottengono carezze positive dall’investimento e dall’interessamento dei genitori per loro. Dopo il periodo orale è importante che le carezze diventino in parte condizionali, cioè riguardanti gli aspetti sia interni, sia esterni del bambino, così da facilitare la consapevolezza sociale e anche per assicurare che il figlio abbia una consapevolezza certa della sollecitudine dei suoi genitori.
Un errore frequente nella genitorizzazione si determina quando i bambini non ricevono abbastanza messaggi su “cosa fare”, in quanto è quasi inevitabile che da ciò i bambini incorporino messaggi sul “non fare”.
In questo caso, possono predere la capacità di usare questi messaggi in assenza di messaggi prescrittivi concernenti, quali alternative comportamentali siano socialmente accettabili. Una esagerazione del non fare, oltre a non facilitare un funzinamento efficace, può molto probabilmente determinare agitazine.
Una buona regola pratica è che, ogni qualvolta viene detto ai bambini cosa non fare, venga anche detto loro cosa fare al posto di ciò che viene vietato. Questo contribuirà a costruire una fiducia in se stessi in quanto OK e nelle proprie capacità di risolvere i rpoblemi, stabilirà una struttura per verificare i propri limiti e insegnerà a pensare.
E’ importante che il genitore sia potente. I bambini hanno bisogno di icorporare un genitore che faccia far loro le cose che non vogliono fare e che impedisca loro di fare cose che non dovrebbero fare. La locuzione “dovresti” ha il solo risultato di far sì che i bambini si sentano non-Ok, se essi sanno che cosa “dovrebbero”, ma non sono in grado di farlo.
Durante la crescita, i bambini devono prendre su di sé la responsabilità di fare la cosa “giusta” e verificarla facendo la cosa sbagliata. Il genitore deve essere sufficientemente flessibile da permettere al figlio di usare questo procediemnto e, quindi, di reagire con le carezze appropriate al caso, positive o negative.

giovedì 12 maggio 2011

Cos'è il MIP e perché

Anche quest’anno la Dott.ssa Donatella Ghisu partecipa al programma MIP 2011, Maggio di Informazione Psicologica,  un’iniziativa di Psycommunity, la comunità web degli psicologi italiani che si impegnano, a titolo volontario, a promuovere eventi e manifestazioni culturali inerenti la psicologia. Molte sono le potenzialità applicative della psicologia per il benessere dell’individuo, della coppia, della famiglia, dei gruppi e della società.
Il MIP, che avrà luogo per il quarto anno consecutivo, si pone gli obiettivi di diffondere un’adeguata cultura del benessere psicologico, di sensibilizzare alla prevenzione del disagio psichico, di facilitare l’incontro con lo psicologo e lo psicoterapeuta, di divulgare corrette informazioni e sfatare pregiudizi, d’incoraggiare e promuovere la cultura psicologica in Italia, di far conoscere gli ambiti di applicazione della psicologia, di fare chiarezza sulla professionalità dello psicologo e dello psicoterapeuta.
Per tutto il mese di maggio 2011 gli psicologi presenti in tutte le città italiane metteranno gratuitamente la propria esperienza e le proprie conoscenze a disposizione delle persone, incontrandole e fornendo informazioni sulla prevenzione e sul benessere psicologici, sulla psicologia e sugli psicologi.
Gli psicologi offriranno un colloquio psicologico gratuito a chi ne farà richiesta.

Edizione MIP 2011 – Prenota il tuo Colloquio Gratuito qui!  http://www.elencopsicologi.it/nominativo.asp?cod=3266

Si svolgeranno, inoltre, presso gli studi degli psicologi e presso luoghi pubblici: iniziative, seminari, incontri a tema ed esperienziali del tutto gratuiti a carattere informativo su tutti gli ambiti di applicazione della psicologia.
Ogni utente del MIP, inoltre, riceverà materiale informativo gratuito.


domenica 8 maggio 2011

Perchè la Psicoterapia

Un disturbo psichico, prima di diventare tale, spesso, rimane per lungo tempo un disagio trascurato, nella magica attesa “che passi”.
Contrariamente a quanto avviene quando il corpo risulta malato, il disagio e la sofferenza psichica talvolta non vengono “ascoltati”, con la conseguenza di un inasprimento della sintomatologia e un aumento progressivo del dolore psichico.
La psicoterapia è un’importante risorsa nei casi conclamati, ma anche una preziosa attività di prevenzione in situazioni di disagio o di assenza di benessere.
A questo proposito, mi pare importante riflettere sulla definizione di “salute” fornita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità che parla di: “uno stato di completo benessere fisico, psichico e sociale e non semplicemente assenza di malattia o di infermità.”
La salute è da intendere, quindi, come sviluppo delle proprie potenzialità, come attuazione di cambiamenti che vadano in favore di se stessi, come ricerca di benessere.
La psicoterapia è un percorso fatto a due, terapeuta e cliente, con un obiettivo condiviso. Si tratta di un rapporto paritario nell’ambito del quale ognuno mette a disposizione le proprie competenze in vista del cambiamento: il terapeuta attinge alle sue conoscenze teoriche e tecniche, nonché umane, acquisite nel corso della sua formazione; il cliente attinge alla conoscenza che ha di sé, del suo disagio, della sua sofferenza, ma anche alla sua voglia di cambiare e di uscire dal tunnel in cui sente di essere entrato.
L’idea centrale dell’Analisi Transazionale è che l’essere umano, in qualsiasi età e in qualsiasi condizione psicologica si trovi, può ritrovare in se stesso le potenzialità di cui ha bisogno per vivere a pieno la propria esistenza.
Trovo molto suggestiva la metafora utilizzata dallo psicoanalista Armando B. Ferrari (2005) il quale, per descrivere il modello terapeutico da lui utilizzato, parla del “pulviscolo di Giotto”; egli si riferisce all’opera di restauro iniziata dopo il violento terremoto che, nel 1997, danneggiò la Basilica di San Francesco ad Assisi all’interno della quale si trovava una importante serie di affreschi di Giotto.
Sebbene questi affreschi siano stati praticamente polverizzati dal terremoto, un’èquipe di tecnici ne ha ricostruita una parte. Analogamente, analista e analizzato, nel percorso terapeutico, ricostruiscono un nuovo modo di pensare la vita, anche a partire da situazioni che possono far pensare ad una “polverizzazione” delle capacità di vivere la vita con gioia e pienezza, anche quando di queste capacità non rimangono che semplici frammenti.